In una società “materiale” come quella nostra, l’unica nobiltà riconosciuta è quella di sangue.
Quella vera, quella disponibile per tutti, la nobiltà d’animo, è ormai scomparsa dalla nostra vita.
Più nessuno osa ormai parlare di uomo nobile, cioè di colui che abbandona il noto per far crescere l’ignoto, non insulta bensì perdona, non arraffa bensì cede.

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